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Francesca Crepaldi
Titolo: Una domenica primaverile

Luogo: Via Severino Cavazzini, Bonelli, Porto Tolle, Rovigo, Veneto, Italia
Data: 2020-04-19 Ora: 18.40

Ambiente: Periferia, cielo sereno. Dalla terrazza di una casa in un paesino nel delta del Po si sentono della musica proveniente da una radio di una casa vicina, voci di persone, un bambino che urla. Nella registrazione si percepisce il cinguettio degli uccelli, Tortore, un canarino, suoni di televisori e di oggetti che vengono spostati, in lontananza si sentono i cani abbaiare, e ogni tanto si sente un segnale acustico acuto di un sensore che serve per tenere alla larga gli animali dall'orto.

Crepaldi Francesca 
Anno iscrizione: 2018/2019 
Corso di laurea magistrale: Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale 

Paesaggi Sonori Italiani – #COVID-19 
Ho apprezzato molto partecipare a questo progetto, l’ho trovato fin da subito interessante perché noi in prima persona abbiamo potuto essere dei documentatori di questa strana realtà che stiamo vivendo durante la pandemia di Covid-19. Poter registrare i suoni che ci circondano in questo momento di cambiamento della quotidianità mi ha dato modo di soffermarmi su delle cose che prima davo per scontato, come la moltitudine di suoni in cui siamo quasi costantemente immersi ogni giorno. Lo scopo di questo progetto è quello di mettere in evidenza come questi cambiamenti stiano temporaneamente trasformando i paesaggi sonori italiani facendo riaffiorare delle ambientazioni particolari che prima erano sepolte sotto l’inquinamento acustico di vari rumori tipo quelli del traffico stradale e delle attività produttive. Durante questo percorso ho rafforzato le competenze che avevo riguardo l’acquisizione e l’elaborazione dei suoni, ma anche quelle inerenti alla catalogazione di materiali multimediali all'interno di piattaforme virtuali. Questa iniziativa mi ha dato modo di acquisire conoscenze e maggiore sensibilità rispetto a ciò che ci circonda, specialmente in ambito sonoro, inoltre mi ha dato l’occasione di ragionare sul paesaggio e di come questo sia costituito da più parti (visiva, sonora, olfattiva) che spesso dimentichiamo di considerare. I punti di forza di questa iniziativa sono quelli: di far conoscere alle persone cos'è un paesaggio sonoro, questo facendo parte del contesto in cui viviamo incide sull'esistenza umana; di far aumentare il grado di consapevolezza dello scenario acustico, della nostra capacità di ascoltare ciò che ci sta attorno. Un altro pregio è quello di aver documentato e archiviato le sonorità che sono presenti nell'ambiente in questo particolare periodo storico, che molto probabilmente verrà ricordato da tutti e tramandato alle generazioni future attraverso vari materiali (fotografie, video, racconti, interviste) tra cui questi paesaggi sonori. Le criticità che ho riscontrato dal punto di vista tecnico-strumentale sono il mal funzionamento generale del portale e il fatto che fin dall'inizio non è stata data la possibilità di modificare le informazioni riguardanti le registrazioni che caricavamo, però il lato positivo è che i gestori del sito erano sempre prontamente disponibili a risolvere le varie complicazioni che ho riscontrato. Invece per quanto riguarda il progetto “Paesaggi sonori italiani” non ho rilevato problematiche.