Eugenia Vanni

L’artista è stata invitata a interpretare il

Palazzo Corboli Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra

Titolo:

Il lavoro è solo rispetto all’artista

23’’

BIO

Eugenia Vanni nasce a Siena, nel 1980. Vive e lavora a Siena.

Si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze ed in Arti Visive e Studi Curatoriali presso la NABA di Milano.
Da molti anni la sua ricerca indaga gli aspetti poetici che si celano dietro i procedimenti di realizzazione delle tecniche di belle arti e in tutti quei passaggi e stratificazioni precedenti alla realizzazione dell’opera. In molti casi questi passaggi intermedi diventano i soggetti delle sue opere, mettendo in evidenza i concetti di tangibile/intangibile, vero/falso.

Tra i musei e gallerie che hanno accolto le sue mostre personali si ricorda: il Museo MAN di Nuoro, il Museo Marino Marini di Firenze, il Museo Internazionale e Biblioteca della musica di Bologna, il Centro Espositivo Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno (Pisa), la Galleria Fuoricampo Siena, la Galleria Riccardo Crespi Milano.
Oltre ai vari premi e residenze, numerose le collettive presso musei, spazi espositivi e gallerie private in Italia e all’estero.

Tra le sue mostre personali si ricordano: “Il Vero colore del cielo” museo MAN, Nuoro, 2015; “Rinviai la mia partenza” Museo internazionale e biblioteca della musica, Bologna, 2015; “Sturm und drang” Museo Marino Marini, Firenze, 2012; mentre collettive sono ospitate al “Che il vero possa confutare il falso”, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi, Museo del Santa Maria della Scala, Siena; Cartabianca-Firenze, a cura di Lorenzo Bruni, Museo di Villa Croce, Genova, 2012; PLAY-START, Museo Pecci, Milano, 2011. Ha esposto inoltre in numerosi spazi espositivi e gallerie private, tra questi si ricorda: “La lama di Procopio”, works from AGI Collection Verona, Casso (Pn), Dolomiti Contemporanee, a cura di Gianluca d’Incà Levis e Giovanna Repetto; Senza titolo (la pittura come modello), Casa Masaccio | Arte Contemporanea, San Giovanni Val d’Arno, a cura di Saretto Cincinelli e Cristiana Collu, 2016; An archaeology of the Oath, con Oscar Abraham Pabòn, Galleria Fuoricampo, Siena, a cura di Lorenzo Bruni; “La sottile linea del tempo, works from AGI collection”, Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, Verona, a cura di Marinella Paderni, 2015; FuoriCampo Temporary Space, Brussels, Belgio, 2014; Oltre il Giardino, Palazzo Fabroni, Pistoia, a cura di Ludovico Pratesi, 2013.

Da febbraio 2016 è direttrice, con l’artista Francesco Carone, del Museo D’inverno (seasonal contemporary art events) a Siena ospitato nella Contrada della Lupa.

 

L’OPERA

È una frase creata dall’artista che compare la prima volta in forma di incisione su pietra, è poi riapparsa anche in pittura, in alcuni momenti della vita dell’artista.

È la prima volta però che viene pronunciata verbalmente, svelando quindi la sua identità multipla.

Essa cambia significato a seconda dell’utilizzo delle pause e rimanda a tre momenti distinti dell’esistenza del lavoro artistico.

In questo specifico contesto ci fa soffermare sulla presenza dell’opera all’interno dei musei, quindi lontani nel tempo e nello spazio dal suo creatore: l’artista.

 

Eugenia Vanni

The artist has been invited to interpret the Palazzo Corboli Civic and Diocesan Museum of Sacred Art

 

Eugenia Vanni

Il lavoro e’ solo rispetto all’artista

23’’

BIO

Eugenia Vanni was born in Siena, in 1980. She lives and works in Siena.

She graduated in Painting at the Academy of Fine Arts in Florence, and Visual Arts and Curatorial Studies at NABA in Milan.

Her practice is based on the poetic qualities that lie behind the techniques of the fine arts’ execution. Moreover, she investigates all the passages and layers that assemble the artwork. Frequently, these passages and layers become the subjects of her artworks, highlighting the notions of tangible/intangible, true/false.

She exhibited in museums and galleries, such as l Museo MAN in Nuoro, Museo Marino Marini in Florence, Museo Internazionale e Biblioteca della musica in Bologna, Centro Espositivo Villa Pacchiani in Santa Croce sull’Arno (Pisa), Galleria Fuoricampo in Siena, Galleria Riccardo Crespi in Milan.

She participated in prizes and residencies and exhibited in Italy and abroad in museums, exhibition spaces, and galleries.

Among her main solo exhibitions: “Il Vero colore del cielo” Museo MAN, Nuoro, 2015; “Rinviai la mia partenza” Museo internazionale e biblioteca della musica, Bologna, 2015; “Sturm und drang” Museo Marino Marini, Firenze, 2012. She participated in many group exhibitions: “Che il vero possa confutare il falso”, curated by Alberto Salvadori and Luigi Fassi, Museo del Santa Maria della Scala, Siena; Cartabianca-Firenze, curated by Lorenzo Bruni, Museo di Villa Croce, Genova, 2012; PLAY-START, Museo Pecci, Milan, 2011. She also exhibited in exhibition spaces and private galleries. Among others: “La lama di Procopio”, works from AGI Collection Verona, Casso (Pn), Dolomiti Contemporanee, curated by Gianluca d’Incà Levis and Giovanna Repetto; Senza titolo (la pittura come modello), Casa Masaccio | Arte Contemporanea, San Giovanni Val d’Arno, curated byi Saretto Cincinelli and Cristiana Collu, 2016; An archaeology of the Oath, with Oscar Abraham Pabòn, Galleria Fuoricampo, Siena, curated by Lorenzo Bruni; “La sottile linea del tempo, works from AGI collection”, Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, Verona, curated by Marinella Paderni, 2015; FuoriCampo Temporary Space, Brussels, Belgio, 2014; Oltre il Giardino, Palazzo Fabroni, Pistoia, curated byi Ludovico Pratesi, 2013.

Since 2016, she directs, alongside Francesco Carone, Museo d’Inverno (seasonal contemporary art events) in Siena.

WORK

The work is a sentence created by the artist. In her artistic path, this sentence appears for the first time as an engraving on stone and then reappears through painting.

It’s the first time that the sentence is told out loud, revealing its multiple identities.

It changes its meaning depending on the pauses between the words. It refers to three different moments of an artwork’s life.

In this context, it allows us to reflect on the presence of the work in the museums, far from the time and space of its creator: the artist.

https://www.museisenesi.org/comunicati-stampa/2020/fmstreaming-musei-senesi-radio/